Collaudo

1 07 2008

Finalmente, come dopo ogni progetto giunto al fine, si è passati al collaudo del forno. Per l’occasione Bruna, la titolare del forno stesso, ha realizzato alcuni piccoli pezzi che sono stati decorati solo con cristallina craquelé.

Il forno, precedentemente preriscaldato, lentamente per testare la tenuta di tutte le parti refrattarie, ha poi raggiunto la temperatura di fine cottura in circa 40 minuti.

Non disponendo di una sonda per la rilevazione della temperatura si è andati a occhio rilevando l’aspetto vitreo sulla superficie degli oggetti. Questi sono stati sottoposti a riduzione chiusi in contenitori di segatura e carta per alcuni minuti.

Ecco i pezzi dopo un primo sommario lavaggio.

Insomma se a questo punto ci fossero perplessità sul buon fine del collaudo o sulla cottura dei pezzi basti l’espressione soddisfatta di Bruna a dire il resto.

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7 responses

29 07 2008
Tania

Ciao, è fantastico che abbia trovato il tuo sito- Ho cercato tanto le info in giro ma non è stato facile.
Appunto ora mi stò accingendo a costruire il mio primo forno, ma lo farò con un bidone di quelli per tenere il liquido di raffredamento per i camion (mi hanno detto infatti che quelli dell’olio per motore che di solito hanno i meccanici non và bene)
Mi sembra un ottimo lavoro il forno che avete fatto.
Ho solo due domande da farti però:
dove avete trovato le rondelle refrattarie per fermare la fibra e che tipo di metallo usi per “infilzare” quelle che mi sembrano essere parti di una collana e quindi forate.
Grzie per un eventuale risposta… vediamo se ce la faccio anche io!!!
Ciao
Tania

30 07 2008
Francesco Sarandrea

Ciao Tania,
le rondelle refrattarie sono state appositamente costruite con terra refrattaria, le puoi meglio vedere nella prima immagine della sezione “la costruzione”. La loro costruzione può anche essere più semplice, simile ad un dischetto forato. Una vite in acciaio servirà per fissarla al coperchio con un dado. La forma a cono che vedi è invece servita per fare in modo che la testa della vite resti più interna alla rondella. Nell’incavo che resta sopra la testa della vite ho inserito della fibra ceramica in modo tale che il fuoco non deteriori il metallo della vite stessa. Una finesse giustificabile solo dalla restante qualità della costruzione, che non pregiudica il risultato delle cotture.
Fammi sapere come va e mandami la foto del tuo forno che la pubblico.

14 04 2011
marco

Complimenti vivissimi per il progetto, da anni ho il cruccio del raku.
ho tentato anche una cottura a legna in un bidone di olio con il risultato scoppiettante dovuto alla frantumazione dei vasi e successivo abandono…
al momento sto documentandomi per il secondo tentativo ed avrei alcune domande che riguardano per lo più le parti legate al gas.
Mi chiedo se sia necessario rivestire la parte finale del cannello con della ceramica o altro materiale (non so quale) che lo renda più resistente alla prolungata esposizione al calore.
Quante bombole sono necessarie per una cottura.
Come si fa a sapere di essere arrivati alla temperatura dei 1200, ci vorrà un termometro adatto inserito nel contenitore di cottura?
Spero di non aver esagerato nelle richieste e ringrazio con un in bocca al lupo per il bel progetto

14 04 2011
Francesco Sarandrea

Marco, facciamo un po’ di ordine:
1-se fai un forno con un bidone precedentemente usato per l’olio, questo deve essere pulito e rivestito internamente con la fibra ceramica.
2-il cannello è fatto per erogare la fiamma, quindi non si deve in alcun modo modificarlo
3-con una bombola (di gas propano) puoi fare molte cotture (se non ricordo male con quello indicato nel blog ne faccio circa 5-6)
4-nel forno raku si cuociono pezzi in terra semirefrattaria precedentemente cotti in forno tradizionale prima della decorazione. Il ciclo termina intorno ai 960 °C, non 1200, riconoscibile anche a occhio nudo dalla cristallina che assume l’effetto vetroso. nel forno in questione si raggiunge la temperatura in circa 45 minuti da freddo. Una sonda ed un termometro appositi sono comunque di grande aiuto. ciao!

20 04 2011
Federica

Ciao, è possibile biscottare con un forno raku, ma molto difficile… hai alcune dritte da darmi?

Grazie mille per l’attenzione e per tutte le altre informazioni già presenti nel blog

20 04 2011
Francesco Sarandrea

Ciao!
La dritta è quella di non farlo! A meno che non hai sufficiente pazienza di controllare a vista per una decina di ore il forno che va, la fiamma, la temperatura, la bombola del gas… Insomma, non farlo, non è fatto per le prime cotture.

17 11 2011
Russo Antonello

Ciao a tutti voi, e complimenti per il progetto,….davvero interessante, e soprattutto fatto molto meglio di tanti forni Raku in vendita!!
Io sono un appassionato di ceramica , e vorrei tanto realizzare il mio sogno……il Raku appunto!!
Ho avuto , leggendo il vostro blog, gia quasi tutte le risposte che servivano a riempire le mie “stupide” lacune,….il resto l’ho letto su di un libro di Nino Caruso, ceramista siciliano,….il problema che ho riscontrato quasi su tutti i manuali, e’ che ti dicono tutto ma spesso dimenticano le cose piu’ banali!!,,….ad esempio: in quanto tempo la temperatura del forno deve salire da zero a 950???,…..
Posso usare ingobbi vetrosi che uso per la ceramica artistica??
E ancora: gli ossidi della stessa ceramica artistica vanno bene??
Sicuro di un vostro riscontro porgo distinti saluti a tutti voi…..
……siete fortissimi,…… praticate il Raku, come mangiare un semplice tramezzino,….beati voi!!!!

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